sabato 23 agosto 2014

Ricordi stregati

“Smammare, smammare!” – aveva detto lo zio.
“A mare, a mare!” – avevano capito loro due. E senza pensarci due volte si erano infilate in acqua correndo e schizzando.
Era maggio. Il primo giorno. La notte di Valpurga era stata celebrata poche ore prima, quando il sole non era ancora sorto, con canti, balli e falò, le cui ceneri avevano colorato la sabbia fine e i piedi delle ragazzine. Questo aveva raccontato loro la zia, aggiungendo che ad accendere quei fuochi erano state le streghe, uscite dai loro rifugi per danzare in onore della luna. Il racconto non le aveva di certo spaventate, non erano più delle bambine, ma aveva lasciato in loro una certa ebbrezza e un pizzicore ai piedi che speravano di spegnere – insieme alle sostanze appiccicose contro le scottature- immergendosi.

L’estate non era arrivata, il calendario lo affermava con certezza. A guardarsi intorno, però, in quel primo giorno di maggio, di dubbi ne venivano, e pure molti: brezza leggera, caldo e anche un’acqua quasi tiepida. Diciamo pure fresca ma, nonostante questo, l’entusiasmo delle piccole non fu intaccato. Nemmeno la tortura delle apprensioni “ziesche”, ultima barriera tra loro e il divertimento, riuscì a fermarle mentre ridevano e avanzavano a grandi falcate nell’acqua verso l’infinito e oltre, ignorando qualche raccomandazione sull’ora dell’ultimo pasto a base di polpette e cotolette.
Passarono delle nuvole e le voci degli zii le chiamarono a raccolta, bisognava rientrare.

Tempo dopo, si sarebbero ricordate di quel primo maggio come interminabile, come se quella giornata non avesse avuto orari, con la spiaggia che le aveva assorbite completamente, la pelle che tirava facendosi scura e restituendo alle lingue curiose il sapore della salsedine. Negli anni, a quel ricordo aggiunsero un po’ di nostalgia, come piccole streghe che preparassero – con una serie d’ingredienti - una pozione magica per far tornare indietro l’infanzia. 

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