venerdì 13 aprile 2012

ACAB e un vecchio post che mi ritorna in mente


ACAB è l’acronimo di All Cops Are Bastards, ma anche il riuscitissimo film di Stefano Sollima, che avevo già apprezzato per Romanzo Criminale – La serie. Ha un cast di tutto rispetto: Filippo Nigro, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Andrea Sartoretti. E’ un pugno forte, ben assestato, allo stomaco. Un po’ come mi aspetto che sarà Diaz. Non ero sicura che avrei avuto il coraggio di vederlo, così come non sono certa di riuscirci con Diaz. E’ che questo genere di film mi fa pensare a un post che scrissi il 26 ottobre del 2010 e che vi propongo.

I casi osceni di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Daniele Franceschi, mi fanno provare schifo e poi un senso di paura strisciante che m’impedisce di stare serena. Leggere, vedere, sentire di ciò che è capitato loro (il primo morto quasi sicuramente in seguito a percosse dopo un fermo per detenzione di sostanze stupefacenti; il secondo, diciotto anni, picchiato fino a che non poté più respirare da quattro uomini delle forze dell'ordine mentre tornava a casa dopo una serata in discoteca; il terzo, detenuto in un carcere in Francia, probabilmente lasciato morire) mi fa la stessa paura e mi mette addosso la stessa inquietudine della storia di Sara Scazzi. Perché in tutti e quattro i casi, gli "uccisori" sono coloro che dovrebbero, invece, proteggerci (tutti, anche chi ha commesso un reato) o quelle figure di cui ci si dovrebbe fidare. Le forze dell'ordine e la famiglia. Quelli da cui non te l'aspetti, coloro che pensi di chiamare quando hai bisogno o ti trovi in difficoltà. Questo mi fa paura: che potrebbe succedere di fidarsi con naturalezza (perché ti hanno insegnato a farlo) di chi, invece, ti fotte. E scusate il termine.
C'è un'altra cosa che mi fa paura: in tutti e quattro i casi, la verità è stata nascosta. Non solo dagli esecutori materiali dei delitti, bensì anche da altre persone che, a loro volta, avrebbero dovuto proteggerti e volerti bene.

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