domenica 29 aprile 2012

Biancaneve - La mia pseudorecensione

BIANCANEVEPosso farla breve:
1) la Regina aveva ragione a incazzarsi: lei era molto più bella di Biancaneve
2) il Principe Azzurro è un po' un coglioncello: meglio i nani
3) che fotografia spettacolare!

mercoledì 25 aprile 2012

La foto del giorno n. 12 - 25 aprile, liberi

Foto del giorno n. 12 - 25 aprile, liberi


Forse qualcuno potrà pensare che la foto non è pertinente con la ricorrenza del 25 aprile, ma per me lo è eccome. La FAO si batte per sconfiggere la fame nel mondo e solo chi non ha fame, chi non deve pensare solo a nutrirsi per sopravvivere, può essere veramente libero.

domenica 22 aprile 2012

La foto del giorno n. 11 - The Avengers

Foto del giorno n. 11 - The Avengers


L'anteprima al The Space Cinema Moderno di Piazza della Repubblica ha ospitato una parte del cast di The Avengers che, in Italia, esce il 25/4, in anteprima mondiale insieme alla Francia. Scarlett Johansson, Mark Ruffalo (fantastico), Chris Hemsworth, Tom Hiddleston sulla piattaforma sollevata dalle mani di Hulk, interpretato nel film proprio da Ruffalo.


mercoledì 18 aprile 2012

Amici di letto- La mia pseudorecensione


Siamo cresciute male. Ci hanno raccontato favole piene di principi azzurri. Spuntavano come i funghi, con i cavalli bianchi, i capelli puliti e lisci. C’erano anche gli orchi e i lupi cattivi, a onor del vero, ma a chi si dava maggiore importanza? Al principe che arriva a salvare la principessa sfortunata (se non in pericolo) e contestualmente ti concede l’happy ending!
Ergo, tu, donna, da sola non puoi vivere felice: deve arrivare un uomo in calzamaglia a completare l’opera.
La principessa delle favole si accordava e accontentava, pur senza minimamente conoscere l’uomo in azzurro (e forse era proprio questo a renderla così felice: l’incoscienza, la non consapevolezza, l’ignoranza su chi si stesse mettendo in casa).
Negli anni, ci hanno talmente farcito di sciocchezze sul principe azzurro, da farci persino male, almeno secondo uno studio inglese che sostiene che i romanzi rosa sono nocivi. Fanno male perché le donne (gli uomini difficilmente leggono romanzi rosa, credo non riuscirebbero a sopportare che i protagonisti maschili – finti – hanno spesso più spessore di loro – veri – che li stanno evocando solo con la forza della lettura) leggendoli si creano false attese sul partner.
E’ cresciuta con queste false attese anche la protagonista di “Amici di letto”, che ha un nome maschile, Jamie, ma è interpretata da una bellissima attrice, Mila Kunis (quella de “Il cigno nero”, per intenderci: occhi fantastici, corpo stupendo seppure un po’ piatta, pelle olivastra). Jamie aspetta il principe azzurro perciò è considerata emotivamente disturbata e, quindi, è puntualmente scaricata. Fa la cacciatrice di teste e grazie a questo lavoro incontra Dylan (Justin Timberlake) e lo convince a trasferirsi da Los Angeles a NY. Jamie diventerà la “migliore amica” di Dylan e, a un certo punto, anche la sua “scopamica”. In maniera cosciente, consapevole. Sesso senza complicazioni, tanto sono amici. E qui vuol dire che tanti e tanti film e tanti e tanti libri non ci hanno proprio insegnato nulla: non si può fare senza complicazioni. Le complicazioni arrivano sempre e solitamente fanno più male alle donne. Non vi racconto il resto del film - anche se è scontato sin dalla prima scena - perché trattasi di commedia carina, molto divertente in alcuni punti e anche un po’ amara in altri. Non so se consigliarvi di andare al cinema a vederlo: forse basta un dvd. Astenersi confuse in amore e amiche di letto in carica: potrebbe nuocere gravemente alla salute.

venerdì 13 aprile 2012

ACAB e un vecchio post che mi ritorna in mente


ACAB è l’acronimo di All Cops Are Bastards, ma anche il riuscitissimo film di Stefano Sollima, che avevo già apprezzato per Romanzo Criminale – La serie. Ha un cast di tutto rispetto: Filippo Nigro, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Andrea Sartoretti. E’ un pugno forte, ben assestato, allo stomaco. Un po’ come mi aspetto che sarà Diaz. Non ero sicura che avrei avuto il coraggio di vederlo, così come non sono certa di riuscirci con Diaz. E’ che questo genere di film mi fa pensare a un post che scrissi il 26 ottobre del 2010 e che vi propongo.

I casi osceni di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Daniele Franceschi, mi fanno provare schifo e poi un senso di paura strisciante che m’impedisce di stare serena. Leggere, vedere, sentire di ciò che è capitato loro (il primo morto quasi sicuramente in seguito a percosse dopo un fermo per detenzione di sostanze stupefacenti; il secondo, diciotto anni, picchiato fino a che non poté più respirare da quattro uomini delle forze dell'ordine mentre tornava a casa dopo una serata in discoteca; il terzo, detenuto in un carcere in Francia, probabilmente lasciato morire) mi fa la stessa paura e mi mette addosso la stessa inquietudine della storia di Sara Scazzi. Perché in tutti e quattro i casi, gli "uccisori" sono coloro che dovrebbero, invece, proteggerci (tutti, anche chi ha commesso un reato) o quelle figure di cui ci si dovrebbe fidare. Le forze dell'ordine e la famiglia. Quelli da cui non te l'aspetti, coloro che pensi di chiamare quando hai bisogno o ti trovi in difficoltà. Questo mi fa paura: che potrebbe succedere di fidarsi con naturalezza (perché ti hanno insegnato a farlo) di chi, invece, ti fotte. E scusate il termine.
C'è un'altra cosa che mi fa paura: in tutti e quattro i casi, la verità è stata nascosta. Non solo dagli esecutori materiali dei delitti, bensì anche da altre persone che, a loro volta, avrebbero dovuto proteggerti e volerti bene.

mercoledì 11 aprile 2012

Posti in piedi in Paradiso - La mia pseudorecensione


I padri separati possono trovarsi in difficoltà. Altrettanto può succedere alle madri. Ultimamente è diventato di moda stare dalla parte degli uomini. Ok, non ho nulla in contrario. Ma i padri separati di “Posti in piedi in Paradiso” (un film di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti), a volerli guardare da un punto di vista squisitamente femminile, la loro situazione se la meritano. Si meriterebbero anche di peggio, quantomeno Favino e Giallini. Verdone fa storia a sé: è uno di quei padri che paga uno sbaglio che forse tanto errore non è, che si è ritrovato l’amore tutto contro. E’ un nostalgico: un uomo che ha ancora un negozio di dischi nell’epoca degli mp3 e delle compilation scaricate on line. Quando si ritrova in difficoltà, non chiede niente, dorme nel retro del negozio. Poi incrocia questi altri due disperati e con loro prende in affitto una casa che diventa lo starter per una serie di equivoci, avventure, nuove conoscenze, improvvise consapevolezze.
Non è il Verdone migliore (e chi mi conosce, sa che per me i livelli di “Compagni di scuola” non sono mai più stati raggiunti), ma è di nuovo molto divertente e si ride senza volgarità, il che è cosa rara di questi tempi.
Favino si conferma l’attore migliore in Italia (forse può contendergli il primo gradino del podio solo Elio Germano) e se adesso ha iniziato anche a fare film brillanti, non ce n’è più per nessuno.
Micaela Ramazzotti è fantastica, bella in modo impattante, brava anche se (quasi) sempre nello stesso ruolo.
Andate a vederlo, una bella domenica pomeriggio. E’ proprio quel tipo di film lì.

domenica 1 aprile 2012

La foto del giorno n. 10 - Giostra

Foto n. 10 - Giostra


Le giostre vicino Castel Sant'Angelo: le luci e i colori di ricordi d'infanzia che non ho mai avuto.