venerdì 9 marzo 2012

Buon compleanno Inter!

104 anni e... sentirli. Tutti. Quest'anno li sentiamo proprio assai. Ma non importa, il sangue è nerazzurro e a pochi minuti dall'inizio dell'ennesima partita che viviamo con l'ansia da prestazione (Milito ha appena sbagliato un rigore), io non posso che fare gli auguri alla mia squadra e a me stessa. E per celebrarla, vi riporto il post che scrissi nell'anno del centenario: il 2008. Prima del fantastico triplete.


L’Internazionale - per tutti, ormai, solo l’Inter - nacque il 9 Marzo di 100 anni fa a Milano, presso il ristorante “L’Orologio”, in via Orefici, a due passi dal Duomo. Nel tempo, non è mai stata in Serie B, ha conquistato 15 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe Italiane, 3 Coppe Uefa, 2 Coppe dei Campioni (sì, tanto tempo fa, è vero, quando ancora a giocare la Coppa Campioni erano solo le squadre che il Campionato nazionale lo avevano vinto davvero, non che si erano classificate seconde, terze o quarte), 2 Coppe Intercontinentali (tanto tempo fa anche queste, quando non si chiamava Mondiale per Club e non ci si ritrovava a giocare contro il Kurosawa).
Per questo compleanno speciale, sul sito dell’Inter si possono votare i gol più belli (al momento vince la splendida rovesciata di Djorkaeff contro la Roma), le partite migliori (in testa Milan - Inter 3-4 dello scorso campionato), i calciatori che più amiamo (sta vincendo l’attuale capitano Javier Zanetti, tallonato da due condottieri storici: Facchetti e Bergomi), la maglia più bella. Si può anche caricare un video o una foto che testimoni l’”interismo” (come direbbe Severgnini) e scrivere i 100 motivi per amare l’Inter.
826 calciatori hanno vestito almeno una volta la maglia nerazzurra in 100 anni. Alcuni li ricordiamo perché si sono distinti in negativo: Vampeta (ma dove l’avevamo trovato?), Gresko, Coco, Sorondo, per esempio, per fare i primi nomi che mi vengono in mente. Altri non hanno bisogno di presentazioni, sono quei nomi che appena li senti, i pensieri si vestono di nerazzurro: Meazza, Mazzola, Corso, Beccalossi, Bergomi, Berti, Zenga, Altobelli, Matthaeus, Javier Zanetti, Cambiasso e, naturalmente, Facchetti. In mezzo, un numero altissimo di calciatori più o meno bravi, di veri e propri fenomeni (vedi, appunto, l’ex Fenomeno Ronaldo) che hanno dato il loro contributo all’Inter, ma che per un motivo o per l’altro, non si sono sentiti addosso il privilegio di essere interisti: Vieri e Adriano sono gli esempi più recenti. Poi ci sono anche quelli con i nomi più assurdi del mondo: Bachlechner (provate a pronunciarlo correttamente!), Odoacre (!) Chierico, Grigoris Georgatos, Emre Belözoğlu, Bengt Lindskog, Astutillo Malgioglio. Vogliamo dimenticarci i personaggi, quelli che non potevi non notarli (e non sto parlando di capacità sportive), come Taribo West e Centofanti? E infine una nota per quelli che da noi erano bidoni e nelle altre squadre erano (o sono ancora) fenomeni: Andrea Pirlo (40 presenze e neanche un gol con la maglia neroazzurra), Batistuta (in effetti è arrivato già morto), Pizzarro, Schillaci (comprato dalla Juve quasi inservibile, ormai), Hakan Sukur.
Sabato questi e altri calciatori festeggeranno il centenario prima, durante e dopo la partita di campionato con la Reggina. Il prepartita sarà animato dall’ingresso in campo di 826 bambini (tanti quanti i calciatori dei 100 anni), l’intervallo da una coreografia per ricordare tutte le nazioni che hanno dato giocatori all’Inter, il dopo partita da fuochi d’artificio, vecchie glorie e dall’invasione pacifica di Piazza Duomo (che per l’occasione si toglie le transenne anti-hooligans) per il taglio della torta. Infine, da mezzanotte, al Teatro Zelig in via Monza 140, saliranno sul palco Nicola Savino (conduttore dello spettacolo), Enrico Bertolino, Raul Cremona, il Mago Forrest, Flavio Oreglio e tanti altri ospiti a sorpresa per uno spettacolo di cabaret tutto nerazzurro. L'incasso della serata sarà interamente devoluto alle associazioni "Capirsi Down Monza" e "Vita a Pititinga" di Enrico Bertolino, che sostiene una comunità di bambini in Brasile, ma non ci sono più biglietti disponibili.
In realtà la festa migliore possibile sarebbe la vittoria contro il Liverpool martedì sera, ma per scaramanzia nulla si dice e nulla si ricorda.
Io auguro buon compleanno all’Inter perché l’Inter per me è l’urlo di mio padre, a ogni gol, quando ero bambina. Perché è la cronaca alla tv di una partita che mi sforzavo di sentire, anche se papà mi aveva mandato a letto. Perché è la squadra di Zenga, il mio primo calciatore preferito. Perché quando sono entrata a San Siro per la mia prima partita “dal vivo”, ho sentito la stessa emozione della prima volta al Piccolo Teatro e della prima volta davanti a un Caravaggio. Perché quando vedo neroazzurro mi sento subito a casa. Perché quando ci sono partite importanti, il cuore batte un po’ più forte e sogno di giocare anch’io, nelle notti precedenti. Perché quando torno dallo stadio, sono stanca come se avessi giocato io. Perché l’Inter è una bella donna capricciosa e incostante, composta di undici uomini belli, capricciosi e a volte incostanti. Perché l’Inter è Materazzi che dice, quasi piangendo, “lo dovevo vincere io... ” e da allora il 5 Maggio non è più solo “ei fu... ”. Perché l’Inter è Materazzi che porta la coppa in ospedale al presidente malato. Perché l’Inter è l’urlo di Zanetti che non si è mai risparmiato. Perché aspetti diciotto anni per vincere ancora e intanto impari a perdere con dignità, che nella vita non fa mai male. Perché aspetti diciotto anni per vincere e impari che sperare e crederci sempre non è sbagliato. Perché aspetti diciotto anni per vincere onestamente e quando sconfiggi un calcio malato, il tuo scudetto ha un sapore migliore. Perché aspetti diciotto anni per vincere e ti accorgi che non hai perso l’abitudine e riesci a vincere ancora, così come hai saputo perdere. Buon compleanno per ogni palo preso, compreso quello di Zamorano contro lo Schalke. Buon compleanno per ogni rigore sbagliato, compreso quello di Vieri in semifinale di Coppa Italia contro la Juve. Buon compleanno per ogni nuovo gol, per ogni futura parata, per ogni nuova vittoria e anche per quelle sconfitte che nella vita non si possono evitare.

Nessun commento: