lunedì 27 febbraio 2012

Benvenuti al Nord - La mia pseudorecensione

Benvenuti al Nord (regia di Luca Miniero) è il sequel, inutile, di Benvenuti al Sud (uscito nel 2010), che – a sua volta – era il rifacimento di un film francese intitolato “Giù al nord” (una pellicola di Dany Boon con Kad Mérad, Dany Boon, Zoé Félix, Philippe Duquesne). Per la serie: evviva l’originalità e le idee nuove!
La coppia comica Siani-Bisio funziona ancora, ma non come la prima volta perché, si sa, la minestrina riscaldata non è mai buonissima. Infatti, se nel primo film quasi tutte le scene strappavano risate, in questo si ride di meno e sembra tutto molto più forzato.
Stavolta i luoghi comuni dovrebbero essere quelli sul Nord, Milano in particolare. Siani, infatti, è stato trasferito a Milano, dove ritroverà Bisio, cui le cose – dal punto di vista sentimentale – non stanno andando benissimo. Con l’aiuto del suo Direttore e amico, Siani cercherà di ambientarsi nella nuova città, tra pregiudizi e suggerimenti sbagliati di Bisio. Bisio/Alberto, infatti, inviterà Siani a vivere la città basandosi sui ricordi dei tempi in cui aveva 20 anni: le brutte figure sono assicurate.
Sullo sfondo, le Poste Italiane (che se pensavano di farsi pubblicità positiva secondo me hanno sbagliato) con un nuovo progetto per i propri dipendenti chiamato E.R.P.E.S. e una New entry: Paolo Rossi, personaggio sufficientemente riuscito.
Per il resto, il cast è riconfermato rispetto al primo capitolo e Angela Finocchiaro è sempre magnifica.
Bene, bravi, ma non tris: speriamo che non ci sia Benvenuti al Centro. A volte bisogna capire quando è il momento di fermarsi, lasciando un buon ricordo.

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