domenica 22 gennaio 2012

Revival e pseudocensione: La città proibita

Dal 19 Maggio 2007 la pseudo-recensione del film "La città proibita":



Il nuovo film di Zhang Yimou, in cui il regista torna a lavorare con Gong Li, è ambientato nella Cina Imperiale. E' la storia di un Imperatore insensibile, di sua moglie che trama (e trema) per togliergli il potere, dei loro tre figli che sembrano amare i genitori più di ogni cosa e di tutta la vasta e cerimoniosa umanità che li circonda.
E' un film pieno di colore, dove quest'ultimo può assumere un doppio significato: da una parte, prova a nascondere, coprendoli di tinte forti, il dolore e l'infelicità che si annidano nei cuori di ognuno dei personaggi; dall'altra, serve a far nascere il contrasto: più i colori sono forti e limpidi, più si nota quanto siano buie le vite dei protagonisti.

Come direbbe De Gregori, "la guerra è bella, anche se fa male" e, in effetti, le immagini dei combattimenti sono di una bellezza devastante. La lotta diventa danza, poi teatralità, poi incastro di colori. La gestualità regna sovrana in immagini che non hanno bisogno di parole.

E il film finisce come altrimenti non poteva, festeggiando il nulla che nessuno ha voglia di celebrare.

Nessun commento: