giovedì 8 dicembre 2011

In memoria di me, pseudorecensione - Revival 4

Le mie pseudorecensioni continueranno anche qui. Per iniziare, riporto in vita un post del 9 marzo 2007, quando - dopo un'anteprima nel centro di Milano - vidi il secondo film di Saverio Costanzo, con protagonista il magnifico Filippo Timi, e ne parlai così:



Ambientato in un convento, si concentra sulla "vita" di uno dei seminaristi e sulle "interazioni" con i compagni. Virgoletto vita e interazioni perchè certo queste due parole, in quel convento, non hanno il significato che noi quotidianamente diamo loro.
Trascorrono le giornate in silenzio, pulendo il grande convento, meditando, studiando. Pranzano insieme in silenzio, con sottofondo di musica classica e quando il direttore del convento finisce il suo pasto tutti devono smettere di mangiare. La disciplina, simile a quella militare, sottolineata anche dall'accento da SS del direttore, detta tempi e modi sia delle azioni che dei pensieri. Chi riflette e si fa domande diverse da "cosa dice tal versetto di tal vangelo?" è perduto. Chi ha bisogno di dare amore soccombe perchè non vi è spazio per l'amore.
Sullo sfondo, una Venezia che urla e geme con le sue imbarcazioni ed il suo traffico atipico, che vive e pulsa dietro le sbarre di una prigione per l'animo. Una Venezia troppo bella per essere vista e vissuta da chi dalla bellezza, dall'amore, dalla vita vera fugge. Da chi si rinchiude lontano dal mondo per studiare ed imparare come insegnare al mondo ad amare. Da chi ha sicuramente paura dell'amore e non sa gestirlo, perchè chi sa maneggiarlo non ha bisogno di rifuggirlo.
Un film di pensiero, oserei definirlo. Non da popcorn, certamente. 

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