venerdì 30 dicembre 2011

Il risultato del Giveaway!

Cari tutti, a poche ore dalla fine del 2011, ecco i risultati del primo giveaway di Post Precarial Chic. Non tutti i partecipanti hanno rispettato le 3 regole che avevo indicato (essere follower del blog, commentare/condividere e lasciare una mail per essere ricontattati), quindi ho provato a ricontattare chi ci aveva provato per far aggiungere i passaggi mancanti. Ho ricontrollato tutto e possono partecipare all'estrazione:


- roberta (n. 1)
- michele (n. 2)
- simona (n. 3)
- federica (n. 4)
- antonella (n. 5)




Daniela e piukina non hanno condiviso, sbellu e fernando non sono diventati follower. 


Fatemi sapere quali difficoltà avete incontrato, in modo da fare giveaway sempre più semplici!


Il vincitore di questo primo giveaway è: 




True Random Number Service

List Randomizer

There were 5 items in your list. Here they are in random order:
  1. - federica (n. 4)
  2. - michele (n. 2)
  3. - simona (n. 3)
  4. - antonella (n. 5)
  5. - roberta (n. 1)
Timestamp: 2011-12-30 21:23:11 UTC
 
Federica!



Riceverà a breve una mail con la comunicazione e subito dopo il libro di Gaetano Celestre.


Colgo l'occasione per augurarvi buona fine d'anno e buon 2012! A presto!

martedì 20 dicembre 2011

Vota Chiara Vota Chiara Vota Chiara

Dopo avervi proposto un giveaway in cui sono io (insieme a Gaetano Celestre) a far vincere qualcosa a voi, vi chiedo un voto - se la foto vi piace - per il concorso fotografico di Focus, a cui sto partecipando con questo scatto:


Tagliatele la testa!Per  votare, basta andare su http://i.focus.it/Scheda_media.aspx?idc=2336069. Grazie!

lunedì 19 dicembre 2011

Il Giallo e l'Azzurro - L'incipit n. 5 e il primo Giveaway!

La rubrica "L’incipit" si arricchisce di un Giveaway. Non solo vi parlerò del libro “Il Giallo e l’Azzurro”, ma grazie alla disponibilità dell’autore, Gaetano Celestre, ne regalerò una copia!

IL TITOLO
Il Giallo e l’Azzurro” è il secondo romanzo di Gaetano Celestre e il titolo fa riferimento al genere letterario in cui l’opera s’inserisce: il giallo, per l’appunto.

LA TRAMA
Piero Menardo è un incapace, inutile girarci intorno. Dalle nostre parti, si direbbe che di lavoro “nun ni vo mancu ri calata”, ovvero non vuol sentirne parlare. Ma qualcosa deve pur fare. S’inventa un’agenzia investigativa e, non pago, si trova anche un aiutante: Carmelo Passatempo. L’agenzia vede la luce nei giorni centrali di un Agosto caldissimo, in Sicilia. Ovvio che di clienti, nemmeno l’ombra (che, invece, visto il sole a picco, avrebbe fatto comodo). Fino a che la signora Callà non perde i suoi quattro gatti…

L’AUTORE
Si chiama Gaetano Celestre, compie trentatré anni nel 2012, vive a Scicli, provincia di Ragusa. Lo trovate su: http://www.gaetanocelestre.altervista.org/  e ancora su http://gaetanocelestre.wordpress.comhttp://gaetanocelestre.wordpress.com. Scrive anche per il blog Post Scriptum, con cui ho a che fare anche io. Ha all’attivo già un romanzo pubblicato: Bagni Achei.

Voto all’incipit: 7. Ironico e siciliano al punto giusto, il primo capitolo si chiude con Menardo e Passatempo che decidono di indagare sulla scomparsa dei quattro gatti. Ma non può essere tutto qui quel che c’è da dire. Dunque, ha senso continuare la lettura. E una/o di voi potrà farlo gratis, grazie al Giveaway!

GIVEAWAY
Come fare a vincere la copia di “Il Giallo e l’Azzurro” che Gaetano ha gentilmente messo in palio?
Basta seguire poche, semplici regole:

L’estrazione avverrà il 30/12 con Random.org e il vincitore sarà avvisato via mail, in modo da farci avere i dati per la spedizione del libro! In bocca al lupo!

domenica 18 dicembre 2011

Mr. Sandman ovvero lo spargitore di sogni - L'incipit n.4

Ho trovato tra i messaggi privati di Facebook un'email dell'autore di questo libro. Mi consigliava la lettura e suggeriva di leggere l'incipit. Detto, fatto.

IL TITOLO
Mr. Sandman ovvero lo spargitore di sogni. Potrebbe trattarsi di un libro fantasy, ma non è così. O forse sì?

LA TRAMA
C'è una donna davanti a un cocktail. E' bella. Il narratore/protagonista la guarda e descrive senza troppi dettagli, però lascia che tu la intraveda. C'è un interrogatorio cui rispondere per il protagonista, convinto che sarà il migliore interrogatorio di tutta la sua vita. L'incipit si può leggere cliccando qui.

L'AUTORE
Si chiama Simone Costa e su Facebook la sua foto profilo raffigura Chuck dei Peanuts. Scopro per altre strade - cioè la descrizione inserita nell'incipit - che ha la mia età, è di Bologna ma vive e lavora a Barcellona.

Voto all'incipit: 7. Intrigante, ma troppo breve.

sabato 17 dicembre 2011

Sherlock Holmes

E' il we di "Sherlock Holmes: gioco d'ombre". Uscito ieri nelle sale, promette di dare filo da torcere a Pieraccioni e Natale a Cortina (e qui aggiungerei: speriamo!). Il servizio di Repubblica Tv rende l'idea del film e di quanto sia meraviglioso Jude Law (e soprattutto, ma perché doppiamo quest'uomo con questa voce stupenda?).







Sono passati due anni dal primo film, che avevo pseudorecensito il 28 febbraio 2010 nel mio vecchio blog:



Avevo scritto che Watson è un figo. E l'avevo scritto prima di vedere il film. Dopo la visione, posso confermare. Jude Law, claudicante (ma Watson era zoppo? Non me lo ricordo), nella parte del fido medico aiutante di quella faccia di bronzo di Sherlock Holmes, è veramente figo. Sherlock, alias Robert Downey Jr., non è da meno.
Holmes è un tizio un po' assurdo, se ne sta spesso chiuso in casa a far danni ed esperimenti sul povero cane di Watson. Si batte con tutte le sue forze contro il legame sentimentale che Watson sta intessendo con una ragazza, ma poi si fa circuire, come uno stupido, dalla donna che ha sempre desiderato. Aiuta la polizia, che a volte lo sopporta malamente, ma che lo aiuta, in più di un'occasione, a tirarsi fuori dai guai.
La pellicola, diretta dall'ex Signor Madonna Guy Ritchie, è una commedia d'azione, dove a un certo punto subentra una società segreta tale da temere l'arrivo di Dan Brown. Il finale, un po' esagerato come in tutti gli action movie, rimane aperto, pronto per un eventuale sequel.

Mi aspettavo di vedere una grossa scemenza, invece ho visto un film godibile e piacevole, seppure poco plausibile in alcune parti. Londra era livida, sporca e meravigliosamente attraente. I protagonisti perfetti, soprattutto perché non si prendono mai sul serio. Forse questa è la forza del film: non ci crede nessuno che è vero.

venerdì 16 dicembre 2011

I film del Natale

Ci sono film che sono proprio adatti all'atmosfera natalizia, anche se non parlano del Natale. E non sto certo facendo riferimento ai vari Natale a Pescasseroli o Cortina o Timbuctù. Parlo di quei film che quando li riporti alla memoria, si trascinano dietro luci a intermittenza e avanzi di panettone sul tavolo. Il mio film natalizio per eccellenza, che è poi anche il mio film preferito, è Mary Poppins. Seguono Pomi d'ottone e manici di scopa e La storia infinita. Se mi allontano dalle atmosfere dell'infanzia, devo mettere in lista anche L'amore non va in vacanza. Ne parlavo il 14 luglio 2008 nel mio vecchio blog e in questi termini:



Ci sono sere che serve un film benefico. Uno di quei film che ti fanno venire il sorrisino ebete per tutta la durata, che ti fanno partecipare e tifare per un personaggio, che ti costringono ad inveire su di un altro. "L'amore non va in vacanza" è uno di quei film. Cominci a tifare per Iris dopo 2 minuti e non vedi l'ora che si renda conto di quanto è speciale. Poi rifletti e capisci che tifi per lei perchè è come te e che anche tu dovresti smetterla di fare la migliore amica e prenderti la parte che ti spetta, quella da protagonista. Amanda invece pensa per trailer, mentre io ultimamente penso per pagine di word.
Quando finisce, logicamente con l'happy end, ti alzi contenta, perchè il film ti ha fatto pensare in positivo: se qualcosa la vuoi veramente, puoi ottenerla. E poi ti ha dato la speranza che uno come Jude Law possa, un giorno, bussare alla tua porta.



Quali sono, invece, i film che ricordano il Natale a voi?

giovedì 15 dicembre 2011

Un trascrittore di storie - Revival 6

Era il primo maggio 2007 e io volevo un trascrittore di storie. E lo vorrei anche oggi, anzi forse soprattutto oggi che il tempo è sempre meno e se ci fosse qualcosa a trascrivere in automatico le storie che mi danzano intorno sarebbe perfetto. Si vede che ne ho bisogno dalla sintassi dell'ultima frase.



A volte, vorrei una macchina per leggere nei pensieri. Che li legga e li acquisisca, per poi riscriverli. Che mentre dormo, si metta a dattilografare i miei sogni. Così da non perdere nessuna sfumatura, nessuna parola, di ciò che penso e sogno. Così non dovrei disperarmi quando, poi, davanti al foglio bianco la parola giusta non viene mai.

domenica 11 dicembre 2011

Twitter Trend 11/12/2011 - #Clasico

E' domenica ed è forse quasi scontato che i trend siano relativi al calcio. In primo piano, alle 22.30 circa, fa ancora parlare la partita di ieri sera, il #Clasico, di cui potete leggere qui il racconto. Per la maggior parte, si tratta di tweet in lingua spagnola e come potrebbe essere altrimenti visto che le due squadre in gioco erano il Real Madrid e il Barcellona? Un tweet di un ragazzo che lavora all'Aventura Park, mostra Mourinho nelle varie fasi della partita, dall'uno a zero con cui il Real si portava avanti al 3-1 della remuntada del Barça. Per elisdono, invece, il fatto che il Clasico sia in vertice ai tweet indica che c'è crisi nel calcio italiano. Persino Matteo Renzi inneggia a Guardiola.
Ma il Clasico non è l'unico argomento calcistico nei trend giornalieri. Ci sono anche:
- #Rocchi, l'arbitro incredibile di Milan - Bologna, che miete altre vittime dopo gli errori enormi fatti durante Inter - Napoli. C'è chi si chiede se ce l'hanno mai mandato e chi, invece dell'arbitro, nomina Tommaso, il calciatore della Lazio ieri autore di un gol contro il Lecce.
- #Mou, sempre legato al Clasico. La Gazzetta racconta della sua prospettiva ("Barça fortunato") e c'è chi lo definisce miglior allenatore da conferenza stampa.
- Seedorf, che ha segnato un gol e ha negato di aver toccato in area, con un braccio, un pallone scagliato dai calciatori del Bologna.
Forse domani si parlerà d'altro, ma ne dubito, visto che domani sera ci sarà il posticipo Roma-Juve e martedì il recupero tra Genoa-Inter. E intanto ecco il mio tweet sul trend del giorno: Pensavo che #Rocchi avesse già dato il meglio di sè a #Milano in Inter-Napoli, invece al peggio non c'è mai fine...

sabato 10 dicembre 2011

Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Revival 5

Oggi riporto alla luce un post dell'Aprile 2007, sul libro della mia vita: Jack Frusciante è uscito dal gruppo.



Ci sono libri e storie che cambiano una vita. A volte anche due, tre. A volte molte, molte di più. Ci sono storie che non ti lasciano, personaggi che non ti abbandonano, uomini e donne di carta che rimangono con te per sempre. Non c'è un momento adatto per incontrare il libro della tua vita, nè un modo. Succede così, per caso e sei fottuto (passatemi l'espressione colorita). Perchè certe pagine non te le togli più dalla testa. Perchè poi iniziano i paragoni.
Il libro della mia vita l'ho letto a 13/14 anni. Era un'estate calda come tutte le estati della Sicilia. Ero in paese, seduta nella casa della mia nonna che non c'è più. Mia sorella e mio cugino erano piccoli e facevano un gran casino. Ma io lo finii in 3 ore. Non me ne importava niente. Volevo solo sapere come andava a finire. Ora quella copia è scritta ai margini, ma a matita, ci sono annotazioni mie e delle persone cui l'ho prestato e che altrettanto lo hanno amato. Il libro era, a quei tempi ( e che cavolo, sono passati più di 10 anni!), un cult book per adolescenti, scritto da un (sempre all'epoca) adolescente. Eccolo:
Io ce l'avevo con questa copertina. Poi ne hanno fatto un film, rovinandone la magia.
Avevo persino perso la testa per un ragazzo, bello ancora ora comunque, che nel mio immaginario somigliava ad Alex, il protagonista. Per mesi non ho saputo il suo nome e per mesi, per me, è stato Alex.
Poi sono cresciuta, ma questo è rimasto il libro della mia vita. Di bei libri ne ho letti tanti, anche più belli. Ma mai ho pensato di "cambiarlo" e mai, come invece adesso capita a chi segue "Tre metri sopra il cielo", ho voluto un secondo capitolo. Sono cresciuta, ma una cosa, pochi mesi fa l'ho fatta:
Feltrinelli, Bologna
A Bologna, mi sono fatta fotografare davanti alla Feltrinelli, quella che si trova di fronte la torre. E' la libreria davanti alla quale si incontrarono la prima volta Alex e Adelaide.

venerdì 9 dicembre 2011

L'ombra del diavolo - L'incipit n. 3

L'attività di promozione per questo nuovo libro di Glenn Cooper è partita già da qualche giorno e prevede anche un concorso. Il libro esce a pochi giorni dal Natale e si candida a essere uno dei più regalati durante le feste.


IL TITOLO
Dall'inglese, la traduzione esatta è: Il diavolo verrà. Anche più inquietante del titolo che è stato dato alla versione italiana.


LA TRAMA
Malachia, dopo essere stato in Francia, arriva alla corte del Papa, in Italia. E' il 1139, il 24 settembre. Lo studio degli astri, dopo un'eclissi lunare, permetterà a Malachia di prevedere 112 papi prima della fine della Chiesa. 
Anno 2000, Roma. Elisabetta, una dottoranda in Scienze Archeologiche e dell'Antichità, scopre dal suo professore che la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra non le permetterà di proseguire gli scavi e gli studi a San Callisto, dove è stata ritrovata una simbologia astrologica senza precedenti. Dispiaciuta, torna a casa con il suo fidanzato poliziotto ma, lungo la via, la attende un agguato.


L'AUTORE
Glenn Cooper è nato a New York nel 1953 ed è anche uno sceneggiatore e produttore cinematografico. In Italia ha già pubblicato La biblioteca dei morti, Il libro delle anime e La mappa del destino con grande successo di vendite.


VOTO ALL'INCIPIT: 6. Mette di sicuro l'acquolina in bocca, ma ti fa anche capire subito di che tipo di libro si tratta. Non so se reggo un'altra storia alla Da Vinci Code.

giovedì 8 dicembre 2011

In memoria di me, pseudorecensione - Revival 4

Le mie pseudorecensioni continueranno anche qui. Per iniziare, riporto in vita un post del 9 marzo 2007, quando - dopo un'anteprima nel centro di Milano - vidi il secondo film di Saverio Costanzo, con protagonista il magnifico Filippo Timi, e ne parlai così:



Ambientato in un convento, si concentra sulla "vita" di uno dei seminaristi e sulle "interazioni" con i compagni. Virgoletto vita e interazioni perchè certo queste due parole, in quel convento, non hanno il significato che noi quotidianamente diamo loro.
Trascorrono le giornate in silenzio, pulendo il grande convento, meditando, studiando. Pranzano insieme in silenzio, con sottofondo di musica classica e quando il direttore del convento finisce il suo pasto tutti devono smettere di mangiare. La disciplina, simile a quella militare, sottolineata anche dall'accento da SS del direttore, detta tempi e modi sia delle azioni che dei pensieri. Chi riflette e si fa domande diverse da "cosa dice tal versetto di tal vangelo?" è perduto. Chi ha bisogno di dare amore soccombe perchè non vi è spazio per l'amore.
Sullo sfondo, una Venezia che urla e geme con le sue imbarcazioni ed il suo traffico atipico, che vive e pulsa dietro le sbarre di una prigione per l'animo. Una Venezia troppo bella per essere vista e vissuta da chi dalla bellezza, dall'amore, dalla vita vera fugge. Da chi si rinchiude lontano dal mondo per studiare ed imparare come insegnare al mondo ad amare. Da chi ha sicuramente paura dell'amore e non sa gestirlo, perchè chi sa maneggiarlo non ha bisogno di rifuggirlo.
Un film di pensiero, oserei definirlo. Non da popcorn, certamente. 

mercoledì 7 dicembre 2011

La quinta costellazione del cuore - L'incipit n. 2

Il secondo incipit è un ritrovamento tra le pagine de "Il Libraio". Si tratta del romanzo di Monika Peetz, "La quinta costellazione del cuore".


IL TITOLO
Non c'è verso: i titoli devono proprio essere modificati. Questo, in tedesco, si chiamerebbe "Le donne del martedì". E avrebbe un senso.


LA TRAMA
Tutto inizia proprio un martedì, in un ristorante, dove il proprietario apparecchia un tavolo per cinque donne. Sono quindici anni che quelle donne, il martedì, cenano lì. Iniziarono dopo un corso di francese, una sera. Non hanno mai smesso, tranne quel martedì da cui prende corpo il romanzo. Il proprietario capisce che deve essere successo qualcosa. E, infatti, è così: il marito di Judith è morto, logorato da un cancro. Ha lasciato dietro di sè un diario che racconta il suo pellegrinaggio verso Lourdes. Quando Judith, insieme alle amiche, decide di ripercorrere lo stesso cammino, si accorgerà che suo marito le ha detto qualche bugia.


L'AUTORE
Su Monika Peetz non ho trovato molte informazioni in Italiano, ce ne sono molte di più in tedesco ma non sono più così brava con questa lingua. Ho solo capito che è nata nel 1963.


VOTO ALL'INCIPIT: 7 1/2. L'incipit che ho letto si interrompe proprio quando Judith capisce che suo marito le ha raccontato una bugia. Dunque, è ben orchestrato. Ma, se penso a un romanzo intero, forse è arrivato tutto troppo presto.

martedì 6 dicembre 2011

La foto del giorno n. 2 - L'albero di Natale

Foto n. 2 - L'albero di Natale
Il cielo di Cuneo fa da sfondo a un albero altissimo, come un cielo finto da presepe. Pennellate di bianco per ricordare che la perfezione non è di questo mondo, ma l'imperfezione è bellissima.
Ho usato la foto anche per partecipare a un concorso di La Redoute Italia. Qualora vi piacesse, vi chiedo la cortesia di perdere un minuto del vostro tempo per cliccare su questo linkhttp://apps.facebook.com/concours-redouteit/?page=vote&carte=87 e poi su "mi piace" e farmi vincere. Grazie!

lunedì 5 dicembre 2011

L'incipit n. 1 - La principessa ribelle

Inizio oggi una nuova rubrica per questo neonato blog. Si tratta di una rubrica letteraria che mi permetterà di raccontarvi, grazie alle anticipazioni sui libri che si trovano ormai dappertutto (in rete, in omaggio nelle riviste, negli espositori Promocard, per es.), gli incipit delle opere in questione. Il primo incipit riguarda il libro "La Principessa Ribelle" di Kenizé Mourad.

IL TITOLO
Inizio subito col dire che, anche in questo caso, il titolo è stato trasformato. L'originale, in francese, sarebbe "Nella città d'oro e d'argento". 
LA TRAMA
Siamo nell'India dell'Ottocento. Muhammadi ha 14 anni, è povera e orfana. Viene accolta in casa degli zii, che non esitano a liberarsi di lei quando, in cambio di un sacco di monete, due vecchie cortigiane offrono a Muhammadi un'educazione "alle buone maniere, alla danza e alle arti", prima di proporla "agli harem degli aristocratici o,..., all'harem reale". Muhammadi si distinguerà per il suo talento nel campo della poesia, anche dinanzi al bellissimo principe ventitreenne. 
In seguito, Muhammadi prenderà il nome di Hazrat Mahal e si batterà per la libertà del popolo indiano contro i Britannici nel 1857-1858, durante la guerra di indipendenza. 
Muhammadi/Hazrat è, infatti, realmente esistita, ha vissuto 59 anni e rivive adesso in questo libro edito da Newton Compton Editori (costo 14,90 €) che si ripropone di essere fedele alla storia, seppure con le ovvie libertà di un'opera narrativa.
L'AUTORE
Kenizé Mourad è nata a Parigi da una principessa imperiale ottomana. E' una giornalista e scrittrice, autrice anche di "Da parte della principessa morta".

Voto all'incipit: 7. Non mi è dispiaciuto affatto e mi piacerebbe leggere il libro per intero. La Mourad ha una scrittura fluida e le note ti permettono di comprendere con facilità i termini relativi alla cultura indiana.


domenica 4 dicembre 2011

Revival 3 - Biagio Antonacci e una sigla per la tv

Oggi ci vuole un sorriso e spero di strapparvelo con questo post del 4/3/2007.



Oggi sul tram pensavo. E mi sono fatta un flash. RIS - Delitti imperfetti è finito (ed io non ne ho visto neanche una puntata), ma ho trovato la nuova sigla ed è di Biagio Antonacci.
Fa così:
" I RIS tra le tue poesie, ho trovato qualcosa che parla di me..." - e qui si parla di ritrovamenti - "...Dimmi come, dimmi dove, con che cosa ascoltavi la mia vita..." - e qui si parla di intercettazioni telefoniche...non è perfetta?

sabato 3 dicembre 2011

La foto del giorno n.1 - Alla fermata dell'autobus

Questa "rubrica" esisteva anche nel mio vecchio blog, dove si chiamava "foto di tutti i giorni". Qui, in questa nuova casa, prende il nome di "La foto del giorno". Spero che le foto vi piacciono e che vi facciano venire in mente belle storie.

Foto n. 1 - Alla fermata dell'autobus
Roma è sotto la pioggia, ma non tutti usano l'ombrello. A volte le gocce fredde addosso fanno piacere, ti ricordano che sei vivo. Gli autobus sono strapieni e preferiresti camminare. E poi ti chiedi, così tanto per pensare, ma dove vorrà andare la donna che tiene il grande ombrello chiuso?

venerdì 2 dicembre 2011

Revival 2 - Sui fatti di Catania, qualche anno dopo

Era da poco stato ucciso Raciti in un Catania-Palermo che aveva avuto più il sapore di una guerra che quello di un bel derby di Sicilia. Era il 17 febbraio 2007, quando scrivevo questo post, che sottoscrivo in tutto e per tutto, anche oggi:



Sul numero 7 di Vanity Fair, in edicola questa settimana, con in copertina un sempre più fascinoso Hugh Grant, si parla tanto dei fatti, anzi del fatto di Catania. Tra tutti, ho preferito un breve articolo di Claudio Fava.
Fava dice che "il problema di Catania...si chiama spertezza". Che da me si direbbe spirtizza. L'uomo "sperto" non é esperto, ma piuttosto furbo. Chi si sente "sperto", si sente superiore agli altri, capace di fare grandi cose e convinto di poter dimostare a tutti, con gesti più o meno plateali, di essere il migliore. Spirtizza é andare allo stadio a "sfottere" e sfidare i "sbirri" e poi farla franca. E' provare a farla franca anche se ci scappa il morto. Questi sperti, due venerdì fa, si nascondevano dietro alle sciarpe del Catania e giravano in branco. Da soli, si sentono un pò meno "sperti". Sono tifosi? Io non credo. Sono persone che hanno una vita che non va come vorrebbero, che si sentono controllati ed attaccati dalle forze dell'ordine, non protetti, che vogliono dimostrare al gruppo di essere forti e lo fanno allo stadio, dove possono trovare un'occasione per emergere.
Chiudere gli stadi? Che senso ha? A Roma lo stadio era a norma e i cretini hanno voltato le spalle, dopo aver fischiato, durante il minuto di silenzio. E siccome non si può impedire che si vada allo stadio, come si farà a gestire una massa di tifosi fuori dalle mura? Quando ci saranno fuori, per le partite importanti, migliaia di persone, come si potranno controllare?
Io amo il calcio e sono una tifosa. Per un periodo ho avuto anche l'abbonamento allo stadio. E mi sono sempre divertita, anche vicino ai tifosi "avversari". Io non riesco a pensare a un'Italia senza calcio. Può darsi che io dia troppa importanza a questo sport, ma è innegabile che un'importanza ce l'abbia. Soprattutto economica. Molte persone lavorano in quest'ambito; molti ragazzi, nelle categorie minori, arrotondano lo stipendio giocando la domenica. E c'è un indotto da non sottovalutare. I tifosi che si spostano pagano treni, aerei e alberghi; ci sono negozi e bancarelle che vendono il merchandising e qualcuno che lo produce, ci sono giornali che vendono e tv che trasmettono. Davvero vogliamo abolirlo?
Penso piuttosto che sia l'approccio che vada modificato. E in questo i mezzi di comunicazione potrebbero aiutare. Qualche settimana fa, mi è capitato di ascoltare in radio un programma sulla domenica di campionato. L'appello dei conduttori è stato, in breve, quello di fare polemica. Gli ascoltatori sono stati invitati a dire la loro e quasi a litigare. Perchè questo era il clima che i due speaker volevano creare. Settimana scorsa, alla ripresa del campionato dopo lo stop per lutto, in una trasmissione tv, un opinionista è stato fischiato. Il conduttore si è detto dispiaciuto per i fischi, ma almeno questo stava ad indicare come tutto fosse tornato alla normalità. Normalità. Fischiare qualcuno, al punto da coprirne le parole, é normalità e bisogna essere contenti di ritrovarla. Ecco il clima in cui vediamo e commentiamo il calcio. Perché la polemica fa notizia e fa scrivere e parlare di più e più a lungo. Fa comodo.
Io non ho la ricetta e l'unica cosa che posso fare é comportarmi correttamente nel mio piccolo, in questo momento, e scrivere qui, magari facendo riflettere qualcuno, creando un dibattito, ma non una polemica. Magari la ricetta potrebbe essere quella frase che Fiamma Satta, sempre su Vanity, riporta da un campo di gioco del rugby:
QUI SI TIFA PER LA PROPRIA SQUADRA E NON CONTRO.
Ma è anche vero che, con il tifo, quello vero, gli scontri di Catania non hanno nulla a che fare. Lì bisogna scavare più a fondo. E vedere perchè questi ragazzi hanno bisogno di sentirsi sperti e combattere contro i poliziotti.