domenica 27 novembre 2011

I trend di twitter 27/11/2011 - #buonadomenica

Mi piace molto Twitter. Lo uso spesso, anche per lavoro. Lo trovo utile e divertente. Mi sembra, soprattutto, interessante vedere quali sono i trend della giornata, di cosa sta parlando la maggior parte delle persone. Oggi, alle 16, la tendenza è: #buonadomenica. All'interno di questa tendenza c'è di tutto: chi parla delle trasmissioni televisive in corso, chi augura una buona domenica anche a chi lavora e chi, come Francesco Facchinetti, la augura alla "ciurma" di Twitter. A me #buonadomenica fa pensare alla canzone di Venditti, a occasioni sprecate, alla noia e all'attesa, ai pomeriggi di quando avevo 16 anni. 

Mi fa anche pensare alle partite, a quelle belle giornate di sole passate prima al campo sportivo Ciccio Scapellato a Scicli (e in alcuni casi alle trasferte sui campi della provincia) e poi, quando mi trasferii a Milano, a San Siro. Mi fa pensare alla nostalgia e alla tristezza di un'altra settimana finita. Ma tutto questo su Twitter non l'ho scritto, ho preferito tenermi sul "concreto", su questa domenica che sto vivendo. Il mio twitt su #buonadomenica è, infatti: "la tosse si è calmata e, senza apparentemente nessun meccanismo di causa/effetto, mi è spuntato un mal di schiena pazzesco". Insomma, proprio una buona domenica!

sabato 26 novembre 2011

Revival 1 - Chi ero, chi sono

Come anticipato nel mio primo post, traslocherò qui dentro alcuni post del mio vecchio blog che mi sembrano degni di nota. Questo di seguito, non so se è degno di nota, ma è la presentazione che avevo fatto di me il giorno in cui decisi di aprire "Una laureanda in cerca di...". E' tutto ancora valido, tranne l'età (purtroppo) e la mia condizione di laureanda e disoccupata (per fortuna).


Mi chiamo Chiara e ho 24 anni.
Tra circa un mese mi laureo. Di nuovo. Eh si, perché adesso per essere disoccupati non basta più ottenere una laurea dopo 4 anni di duro (di solito) studio, ma ce ne vogliono 2 di lauree, dopo 5 anni di studio.
Come avrete capito, sono in cerca (anche) di lavoro. E quindi questo significa che al momento sono disoccupata. Perciò ho più tempo per scrivere. Per me scrivere è importante: ogni volta che inizio, vorrei saper creare personaggi e storie, che possano divenire familiari, vorrei dar vita a nuovi amici per bambini che vivono sul mare.
Da piccola, infatti, vivevo sul mare, in un paese che d’inverno contava cinquecento anime. Dormivo nello studio di papà: una finestra sul Mediterraneo ed una libreria altissima spalancata sulla letteratura. Mi affascinavano tutti quei libri e non vedevo l’ora di poterli leggere per capire perché mio padre li custodisse come tesori. A sette anni chiesi il permesso di leggerne uno. Mio padre scovò un libro malconcio e mi disse: “Prova”. Io mi sedetti sul letto e cominciai a leggere. Entrai in un mondo di meraviglie e paure; i personaggi mi fluttuavano intorno ed io credevo di conoscerli: avevo degli amici, in quel paese sul mare.IMG_0930
In altri momenti, vorrei soltanto plasmare personaggi dai mille caratteri che ogni giorno incontro, metterli su carta, dopo che per ore mi ronzano intorno, mentre vivono di una vita propria di cui nessuno si accorgerebbe, se io non ne scrivessi.
Per me scrivere è vivere, è provare a restare vivi anche dopo morti, è dare vita a chi altrimenti non nascerebbe mai.
E dopo questa sviolinata su che cosa per me vuol dire scrivere, avrete capito che non sono proprio normale, quindi magari vi conviene rimanere collegati…potrei anche farvi divertire!


Chi sono, da dove vengo

Vengo da qui. Splinder chiude e così la mia prima esperienza di blogger, iniziata mentre scrivevo la tesi per la laurea specialistica e continuata in tutti questi anni - quasi cinque ormai - deve finire. Solo che non mi andava di smettere di scrivere. Mi sento così poco io quando non scrivo. E' vero, avrei potuto scrivere per me soltanto. Ma poi so che non l'avrei più fatto, mi sarei fatta trascinare dalle mille cose che ci sono da fare, dai ritmi troppo sostenuti del lavoro. Allora ho preferito traslocare e continuare a essere una blogger. Perciò, eccomi qui. I traslochi sono sempre traumatici. Nella terza puntata di American Horror Story, la ginecologa ammonisce Vivien: che non si azzardi a traslocare. Traslochi, morti e divorzi sono tre eventi traumatici e difficilissimi nella vita di una persona. E' per questo che mi porterò dietro due sole cose in questa nuova "casa": un pezzo di nome per il blog e qualche vecchio post che mi piace molto e che riproporrò in una sorta di revival.
Spero di essere cresciuta in meglio, in questi anni. Cresciuta, non invecchiata. E spero di continuare a crescere anche in questo nuovo blog, come Alice quando mangia il biscotto dopo la lunga caduta nel tunnel del Bianconiglio.
Detto questo, benvenuti e buona lettura!